Cosa non ha funzionato con Grosso. Un esonero annunciato
Fabio Grosso è stato esonerato a sorpresa dopo sole tre partite in cui la Fiorentina ha incassato tre sconfitte. Ma le ragioni del dissidio sono più profonde e coinvolgono Paratici
Il diverbio con Paratici
Il confronto con il direttore sportivo Fabio Paratici si è fatto sempre più complicato soprattutto sul mercato, dove le idee sul progetto tecnico non coincidevano. La Fiorentina ha investito molto su giocatori giovani e di prospettiva, mentre Grosso avrebbe preferito una rosa con maggiore esperienza e calciatori già pronti, convinto che fosse necessario costruire una squadra competitiva nell’immediato. Le ricostruzioni sul rapporto tra tecnico e ds confermano proprio le tensioni legate alla costruzione della rosa.
Il caso più evidente è stato quello di Moise Kean. Grosso aveva espresso pubblicamente il desiderio di poter contare sull’attaccante e la sua partenza, arrivata negli ultimi giorni di mercato, ha rappresentato uno dei punti di maggiore frizione. Già a luglio il tecnico aveva manifestato la volontà di trattenerlo, definendolo un giocatore fortissimo e centrale per il progetto. La cessione al Como ha quindi lasciato Grosso con una rosa diversa da quella che avrebbe voluto a disposizione, alimentando ulteriormente le incomprensioni con la dirigenza.
Partenza pessima
A tutto questo si sono aggiunti i risultati. Tre sconfitte consecutive contro Roma, Frosinone e Torino, appena un gol segnato e nove subiti hanno lasciato la Fiorentina all’ultimo posto. Il problema non è stato soltanto il bilancio, ma anche una squadra apparsa senza un’identità chiara e incapace di reagire alle difficoltà. Dopo la sconfitta contro il Torino, la posizione di Grosso sembrava ancora difesa dalla società, ma il confronto con Paratici ha accelerato una rottura che appariva già difficile da ricomporre.
Alla base c’era infine una differenza di prospettive. La società chiedeva risultati immediati e un piazzamento nelle prime cinque posizioni, mentre Grosso avrebbe voluto un progetto di medio termine, nel quale far crescere gradualmente una squadra e costruire un’identità senza l’obbligo di ottenere tutto subito.